La Serva Padrona, di Giovanni Battista Pergolesi, è stata messa in scena per la prima volta nel 1733.
Lo spettacolo, della durata di circa un’ora, incarna perfettamente l’anima di questo particolare periodo storico.
La ritengo l’Opera più adatta ad avvicinare al teatro e alla lirica qualsiasi tipo di pubblico, anche il più giovane. Naturalmente deve essere rappresentata con stile, umorismo e attenzione ai dettagli! Quando l’ho messa in scena, cantando anche nel ruolo della serva Serpina (in azzurro con cuffietta e grembiulino, come da foto) ho preferito pensare ad una ricostruzione d’epoca, come si faceva nel ‘700, quando i nobili invitavano compagnie itineranti per intrattenere i loro ospiti. L’esperienza mi ha confermato che in questo modo si solletica maggiormente l’attenzione e l’immaginazione del pubblico, ottenendo un silenzio insperato anche da ragazzini di 11/12 anni.
Il mio lavoro, che si chiude con lo spettacolo vero e proprio, è articolato in sezioni scritte e rivolte a tutti gli insegnanti delle scuole medie inferiori con una serie di spunti ai quali si potranno rivolgere per tenere lezioni in classe, tutte sul XVIII secolo. In questo modo i ragazzi imparano a fare collegamenti e incroci tra le varie materie e grazie allo spettacolo potranno vivere da protagonisti l’atmosfera del tempo. La cosa più difficile da sempre per gli insegnanti è quella di preparare i ragazzi a fare collegamenti tra le varie materie che studiano: tra la storia e la letteratura e la storia dell’arte e la musica e l’educazione tecnica e la matematica.
Questo particolare periodo storico e il mio progetto sono riusciti a farlo.
Dedicato ai Comuni (Assessorati alla Cultura e alla Pubblica Istruzione) e alle Scuole private che desiderano dare ai loro studenti elementi d’apprendimento validi e innovativi. Il tutto ad un prezzo concorrenziale ed accessibile.
Perché il teatro deve essere di qualità, ma sempre per tutti!